La seconda metà del primo secolo A.C. è uno dei punti di svolta della storia, oltre che uno dei periodi più ben documentati del mondo antico. Con Caio Giulio Cesare e soprattutto con Ottaviano Augusto la Repubblica viene sostituita da un nuovo sistema politico, l’Impero. Anche se la data ufficiale dell’inizio dell’impero romano è il 27 A.C., anno in cui Ottaviano viene nominato ufficialmente Augusto dal Senato, la transizione inizia ben prima, quando dopo le guerre civili Caio Giulio Cesare, pur non avendo accettato il titolo di imperatore, agisce in pratica come tale. D’altra parte la transizione all’impero, che dopo Augusto diventa permanente fino al crollo dell’Impero Romano d’Occidente nel quinto secolo, è più sostanziale che formale: le vecchie istituzioni, i due Consoli, il Senato e tutte le cariche precedenti permangono formalmente immutate, anche se il potere effettivo è nelle mani di una sola persona, grazie anche al controllo diretto dell’esercito.
Oggi forse abbiamo, per così dire, la fortuna di assistere in diretta ad un evento molto simile: la trasformazione della democrazia americana in un sistema imperiale, con un presidente che accentra su di sé tutte le decisioni ultime, pur mantenendo al loro posto (almeno per ora) gli organi istituzionali precedenti: il Senato, la Camera, la Corte Suprema, la Magistratura, etc.. Si noti che dalla fine della seconda guerra mondiale gli USA hanno comunque giocato il ruolo di potenza imperiale, assieme prima all’ex Unione Sovietica e ora alla Cina, mantenendo però al loro interno un sistema politico democratico caratterizzato da un bilanciamento dei poteri e da libere elezioni ogni quattro anni. Quella che sta avvenendo oggi è solo la mutazione interna del sistema di governo di un singolo paese.
Certo i ricorsi storici non si ripetono mai identici, e infatti oggi la transizione sembra essere guidata, invece che da un Caio Giulio Cesare o da un Ottaviano Augusto, da un Nerone o da un Caligola. Comunque noi, cittadini di un paese straniero, non possiamo fare altro che assistere agli eventi da semplici spettatori, sperando che nel prossimo futuro il successore non sia acclamato dall’esercito, come succedeva nei tempi antichi.

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