Capita molto frequentemente, nel corso di un dibattito, di sentire affermare che una certa idea, o una certa posizione, è sostenuta da dati scientifici e quindi come tale non è in discussione, ma si deve ritenere “vera”. Non voglio qui entrare nella discussione di cosa si intende per “vera”, questione ardua che richiederebbe molte pagine. Mi soffermo invece sul concetto di “dato”, inteso come dato sperimentale, cioè derivante da un esperimento o da un’osservazione, e in quanto tale “scientifico”.
Cominciamo col dire che esistono tantissimi tipi di dati. Anche qui sarebbero necessarie molte pagine, probabilmente un libro, per distinguere tra i diversi tipi di esperimenti scientifici che possono fornire risultati con maggiore o minore incertezza. Per non parlare delle osservazioni, cioè di tutti i casi in cui non si possono eseguire esperimenti, ma ci si limita a osservare ciò che avviene (o che è avvenuto). Qualunque dato sperimentale (numerico) ha una sua incertezza, un limite di errore (di solito definito da quella che si chiama deviazione standard). Ma il punto che vorrei mettere in evidenza è che esistono dati che sono quasi privi di significato, anche se sono dati sperimentali.
Consideriamo un paio di esempi. C’è il caso di una statistica eseguita interrogando un certo numero di persone a cui viene chiesta un’informazione sulla quale l’intervistatore non ha modo alcuno di controllare se quel che gli viene risposto è vero o no. Anche se poi la valutazione statistica di questi dati viene eseguita in modo molto sofisticato e senz’altro corretto, rimane il problema di fondo che il risultato finale si basa su dati di partenza quantomeno dubbi. Oppure, consideriamo il caso di esperimenti compiuti su animali, ad esempio topi. Spesso questo tipo di esperimenti viene eseguito, sia per motivi etici che economici, su un numero molto piccolo di animali, non sufficienti per ottenere una statistica significativa, mettendo in dubbio la ripetibilità del risultato. Per non parlare poi delle osservazioni sugli umani, che necessariamente non possono essere “esperimenti”. E potremmo continuare per molte pagine con altri tipi di esempi.
In conclusione, dobbiamo essere cauti quando parliamo di “dati scientifici”. Il fatto che una serie di risultati siano stati pubblicati su una rivista, magari di alto livello, non significa necessariamente che quell’articolo rappresenti una verità scientifica.

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