Questo articolo riguarda quello che io penso sia un equivoco sul concetto di relativismo da parte di molti non-filosofi. Il relativismo è, secondo la definizione dell’enciclopedia Treccani, la concezione fondata sul riconoscimento del valore soltanto relativo, e non oggettivo o assoluto, sia della conoscenza, dei suoi metodi e criteri, sia dei principi e dei giudizi etici, variando tutti da individuo a individuo, da cultura a cultura, da epoca a epoca.
L’autore di questo blog appartiene senz’altro alla categoria dei relativisti. non perché ritenga che la verità assoluta non esista, ma perché semmai è inconoscibile. L’equivoco consiste nel ritenere che, se non esistono verità assolute, allora qualunque teoria e qualunque credenza possa essere vera.
Preciso intanto che sto parlando della conoscenza nel mondo dei fenomeni, cioè di quello che possiamo osservare, sia direttamente che indirettamente. Mi riferisco cioè a quel che riguarda le scienze sperimentali. In queste possiamo dire che esistono degli aspetti che conosciamo in modo certo, altri su cui abbiamo evidenze molto forti, altri ancora su cui esistono ipotesi ragionevoli, ma non certezze, infine cose che sono sicuramente sbagliate. Per citare un esempio classico e molto noto, sicuramente la terra non è piatta. Qui non è questione di relativismo o di conoscenze assolute, è così e basta.
Si potrebbe obiettare che anche le teorie fisiche cambiano, vedi ad esempio la meccanica classica (Newton) che è stata superata dalla teoria della relatività generale (Einstein). Chi può dire che un giorno non ci possa essere un’altra teoria ancora, che dimostrerà che entrambe erano sbagliate? Ebbene, probabilmente questo avverrà, ma l’errore in questa idea è che la teoria di Newton sia sbagliata. Non è così. La meccanica classica non è “sbagliata”, essa descrive quantitativamente molto beni i fenomeni fisici in un intervallo definito di velocità e di energie, mentre la relatività ingloba la meccanica classica e ha un intervallo di validità più ampio. Ciò che è diverso tra meccanica classica e teoria della relatività è la base filosofica della teoria fisica sottostante, ma entrambe sono comunque corrette (almeno in senso operativo), non sbagliate.
A maggior ragione questo vale per la medicina, uno dei campi più controversi agli occhi dell’opinione pubblica (in effetti, che la meccanica classica possa essere considerata superata dalla teoria della relatività non solo non interessa molto alla maggior parte della popolazione mondiale, ma probabilmente questa neppure ne è consapevole). Nel campo della salute dell’uomo, dell’ambiente e più in generale in tutti gli aspetti che toccano direttamente la vita quotidiana, questa misconcezione del concetto di relativismo può portare a situazioni aberranti, oltre che a conseguenze pratiche nefaste, ad esempio il ricorso a fantomatici guaritori o il rifiuto di cure mediche sperimentate a favore di teorie bislacche. Un antibiotico è un composto che uccide i batteri, o ne blocca la riproduzione. Avrà effetti collaterali, più o meno gravi, e andrà usato quando necessario, ma svolge il suo compito. Un vaccino permette all’organismo di preparare gli anticorpi contro un virus o un batterio, e ha permesso di debellare epidemie che hanno funestato l’umanità per millenni. Potremmo andare avanti a lungo con altri esempi. Tutto questo non ha nulla a che vedere con il relativismo e con il fatto che non abbiamo una conoscenza assoluta di tutti i meccanismi del funzionamento dell’organismo umano a livello molecolare.

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