Una nota scrittrice italiana in una recente intervista, dedicata peraltro alle sue opere letterarie, si lascia scappare una frase che riflette quella che è l’illusione di parte dell’opinione pubblica a proposito della scienza e della ricerca scientifica. Facendo riferimento all’epidemia di peste che ha devastato l’Europa nel ‘300, dice:
“… E mi ha colpito anche l’illusione della scienza, il fatto che proceda per tentativi. C’era un medico, ai tempi, che capì le cause della peste e come isolare il morbo: ma era solo una voce tra mille, rimase inascoltato. Lo stesso è accaduto da noi nel 2020, quando si è levato un coro di opinioni contrastanti, e ognuno diceva la sua. La storia si ripete. (da: Intervista a Melania Mazzucco, pubblicato on line su www.sololibri.net/intervista-melania-gaia-mazzucco-viaggio-opere-maggiori-scrittrici-italiane-contemporanee.html).”
Tralasciamo l’idea che qualcuno avesse realmente compreso la causa della peste, cosa impossibile all’epoca per la mancanza delle tecnologie necessarie per documentare l’esistenza dei batteri (e dei virus), osservati per la prima volta intorno alla metà del seicento da Antoni van Leeuwehoek con un primo rudimentale microscopio. Certamente però anche allora era chiaro a molti che il contagio si trasmetteva per contatto con le persone infette e in fondo l’idea dell’isolamento era già presente in maniera empirica, basta pensare al Decamerone del Boccaccio, quando un gruppo di giovani si isola in campagna per sfuggire alla peste.
Veniamo però al punto a mio parere più controverso dell’intervista: gli scienziati procedono a tentativi. Ebbene, è così. Invece di tentativi, li definirei ipotesi. La scienza procede per ipotesi basate sull’esame dei dati sperimentali disponibili, e verifica queste ipotesi, prima in laboratorio e poi, se questa verifica fornisce un risultato positivo, sugli animali da laboratorio e infine sulle persone. Quel di cui si lamenta Mazzucco a proposto del Covid, “ognuno diceva la sua”, immagino non riguardi la letteratura scientifica (gli articoli scientifici vengono pubblicati su riviste dopo aver passato un processo di revisione tra pari, quindi su questi non esprimono opinioni, ma dati e interpretazioni di questi), ma le interviste ai giornali e televisioni di scienziati e opinionisti (e le interpretazioni di queste opinioni spesso date dai giornalisti o dai titolisti dei giornali). Queste opinioni non sono responsabilità della scienza, ma di singole persone. D’altra parte, non vivendo in un regime totalitario, non possiamo impedire alle persone, scienziati e non, di esprimere le proprie opinioni. Perfino la teoria della terra piatta ha i suoi sostenitori (amplificati dai media), ma non è colpa della scienza.
A proposito del fatto che nulla è cambiato da allora, veniamo allora ai numeri. Si stima che la pandemia di peste nera della metà del ‘300 abbia ucciso tra i 20 e i 25 milioni di persone, un terzo della popolazione europea dell’epoca (Wikipedia, https://it.wikipedia.org/wiki/Peste_nera). Naturalmente si tratta di una stima grossolana, sia per quanto riguarda il numero effettivo di vittime, sia per quanto riguarda l’effettivo numero di abitanti in Europa all’epoca. In ogni caso un terzo vuol dire circa il 33% di vittime dirette della peste. Per quanto riguarda la pandemia di Covid, le cifre ufficiali ad oggi parlano di 6,34 milioni di morti attribuiti al Covid nel mondo, che considerando circa 8 miliardi di abitanti corrisponde allo 0,079% di vittime. Immaginiamo pure che questo numero sia sottostimato, anche se le vittime fossero il doppio saremmo all’incirca allo 0,15%. E si consideri comunque che non stiamo parlando solamente di morti per Covid, ma più in generale di persone anziane affette molto spesso anche da altre patologie, nelle quali era presente il virus. Certo il Covid è molto meno grave della peste, ma teniamo presente che Yersinia pestis è un batterio gram-negativo tutt’ora esistente (si segnalano sporadiche apparizioni del batterio nell’Africa sub-sahariana e nel Madagascar), ma non provoca nessuna epidemia perché nel frattempo la scienza ha scoperto gli antibiotici (assieme a molti altri farmaci, e ai vaccini).
Forse l’idea che non sia cambiato nulla dal XIV secolo è un poco eccessiva.

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