Capita spesso di sentire da parte di esperti, soprattutto nel campo della salute, affermazioni su ciò che è possibile, inteso come “qualcosa che ha la possibilità di accadere”. Mi riferisco in particolare, in epoca di Covid, ad espressioni del tipo “anche i vaccinati possono infettarsi”. Questa affermazione è sicuramente corretta. D’altra parte se io affermo “giocando al Superenalotto si può vincere il primo premio”, anche questa è un’affermazione corretta, però la probabilità di vincere giocando una singola combinazione è di circa 1/622 milioni, cioè quasi nulla. Forse nel caso del COVID sarebbe opportuno aggiungere che la vaccinazione non impedisce al virus di colpire una persona vaccinata, ma che la presenza di anticorpi dovrebbe impedire al virus di replicarsi (ricordiamo che i virus non sono in grado di replicarsi da soli, ma devono entrare nella cellula dell’ospite e fare in modo che sia la cellula a riprodurli). Quindi, nei casi più favorevoli, la persona vaccinata non dovrebbe neppure ammalarsi, perché gli anticorpi dovrebbero bloccare il virus ed eliminarlo prima che possa replicarsi. Questo non sempre succede, perché dipende dalla quantità di anticorpi presenti e dallo stato del sistema immunitario dell’individuo. In ogni caso il vaccino sicuramente previene, almeno nella grande maggioranza dei casi, la malattia grave.
Un’altra affermazione che si sente spesso (soprattutto da parte dei fumatori incalliti) è quella che “anche chi non fuma può sviluppare un tumore ai polmoni”. Anche questa è un’affermazione teoricamente corretta, ma che non tiene conto delle probabilità. Si stima che la percentuale di tumori del polmone associabile al fumo sia di circa il 90% per gli uomini e del 70% per le donne (dati Aimac, https://www.aimac.it/informazioni-tumori/fattori-rischio-tumori/fumo).
Una conoscenza minima dei principi del calcolo delle probabilità sarebbe forse altamente raccomandabile per tutti.

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